Normative che regolano le comunità energetiche in Italia

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Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nel percorso di transizione energetica in Italia. Si tratta di modelli innovativi che permettono a cittadini, imprese ed enti locali di produrre, condividere e consumare energia da fonti rinnovabili all’interno di una stessa area geografica, con benefici sia economici che ambientali. La loro diffusione è sostenuta da un quadro normativo in costante evoluzione, frutto di direttive europee e regolamentazioni nazionali che ne hanno definito le caratteristiche e gli incentivi.

Il punto di partenza si trova a livello europeo, con la Direttiva RED II (Direttiva UE 2018/2001), che per la prima volta introduce la definizione di Renewable Energy Community. Questa direttiva stabilisce che i cittadini e gli attori locali hanno il diritto di partecipare attivamente alla produzione e alla gestione dell’energia rinnovabile, ponendo le basi per la creazione di comunità strutturate e autonome nella gestione delle risorse energetiche. L’Italia ha recepito questi principi nel 2020 attraverso l’articolo 42-bis del Decreto Milleproroghe (poi convertito nella Legge n. 8/2020), un passaggio fondamentale che ha reso possibile la formazione delle prime comunità energetiche sul territorio nazionale.

Successivamente, il Decreto Legislativo n. 199 del 2021 ha ulteriormente definito il ruolo delle CER, specificando i requisiti necessari per costituirle e chiarendo gli aspetti giuridici e organizzativi. È in questo contesto che vengono delineati i soggetti che possono partecipare alle comunità energetiche: cittadini privati, pubbliche amministrazioni, piccole e medie imprese. La normativa stabilisce inoltre un principio fondamentale: la comunità deve essere un soggetto giuridico autonomo e controllato direttamente dai suoi membri, i quali devono trarre benefici principalmente non economici, ma legati alla sostenibilità ambientale, alla riduzione dei consumi e allo sviluppo del territorio.

La disciplina normativa è stata rafforzata anche da interventi tecnici e regolatori. Una delle delibere più rilevanti è quella dell’ARERA (318/2020/R/eel), che ha chiarito il funzionamento della condivisione dell’energia e le modalità di connessione alla rete. A questa hanno fatto seguito le Regole Operative del GSE, aggiornate nel 2024, che definiscono procedure concrete per accedere agli incentivi e per gestire le comunità in tutte le loro fasi operative, dalla progettazione degli impianti fino alla distribuzione dell’energia condivisa.

Un elemento cardine dell’attuale quadro normativo riguarda gli incentivi. Con il Decreto Ministeriale del MASE n. 414 del 2023, in vigore dal 2024, è stato introdotto un sistema di premialità particolarmente favorevole alla diffusione delle CER. Il decreto stabilisce una tariffa incentivante sull’energia condivisa, che si aggiunge al valore dell’energia immessa in rete, e prevede anche contributi a fondo perduto destinati in particolare ai Comuni con meno di 5.000 abitanti, grazie alle risorse del PNRR. Questo duplice meccanismo – economico e infrastrutturale – mira a sostenere la nascita di nuove comunità soprattutto nelle aree rurali e nei piccoli centri, contribuendo alla coesione territoriale oltre che alla decarbonizzazione.

Il quadro normativo italiano, pur complesso, punta quindi a promuovere un modello energetico più partecipativo e sostenibile. Le comunità energetiche offrono vantaggi concreti: permettono ai cittadini di ridurre i costi in bolletta, favoriscono l’installazione di impianti rinnovabili distribuiti e aumentano l’autonomia energetica dei territori. Ma soprattutto rappresentano un cambio culturale, basato sulla collaborazione e sulla condivisione delle risorse, in cui la produzione di energia diventa un bene collettivo a beneficio della comunità stessa.

In definitiva, la normativa italiana sulle CER si configura come un insieme articolato di direttive, leggi e regolamenti che mirano a rendere queste realtà sempre più accessibili e sostenibili. Grazie agli incentivi e a un quadro regolatorio ormai maturo, le comunità energetiche stanno diventando uno strumento concreto e alla portata di tutti per contribuire alla transizione ecologica del Paese.

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