Le Comunità Energetiche Rinnovabili rappresentano oggi uno degli strumenti più efficaci per ridurre i costi energetici e favorire un modello di sviluppo sostenibile. Entrare a far parte di una comunità energetica non significa soltanto contribuire alla transizione ecologica, ma permette anche di accedere a una serie di vantaggi economici rilevanti, resi possibili dal meccanismo della condivisione dell’energia e dagli incentivi riconosciuti dal quadro normativo italiano.
All’interno di una CER possono convivere soggetti con ruoli diversi: alcuni partecipano come consumatori, altri come produttori attraverso la disponibilità di un impianto fotovoltaico o di altra tecnologia rinnovabile. Le due categorie, pur beneficiando entrambe del sistema di condivisione, godono di vantaggi economici differenti.
I benefici economici per chi partecipa senza possedere un impianto
Il primo livello di vantaggio riguarda i membri che aderiscono alla comunità pur non disponendo di un impianto di produzione. Per questi soggetti – i cosiddetti consumatori puri – il beneficio principale deriva dalla quota di energia condivisa generata dagli impianti della comunità. Ogni chilowattora condiviso dà diritto a un incentivo economico, erogato tramite il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che viene ripartito tra i membri secondo criteri stabiliti nello statuto della CER.
Pur non sostenendo investimenti iniziali per l’installazione di un impianto, questi utenti ottengono una riduzione complessiva dei costi energetici grazie al ritorno economico dell’energia condivisa e alla possibilità di accedere a forme di fornitura collettiva maggiormente vantaggiose. L’adesione alla comunità garantisce quindi un risparmio stabile sulla bolletta, senza la necessità di interventi strutturali o di spesa.
I vantaggi per chi partecipa come produttore
Diversa è la situazione per i membri che dispongono di un impianto fotovoltaico o di altra fonte rinnovabile. In questo caso il vantaggio economico si articola su più livelli. Anzitutto, il produttore beneficia del risparmio diretto in autoconsumo, cioè dell’energia che utilizza immediatamente senza prelevarla dalla rete. A questo si aggiunge il valore dell’energia immessa in rete e messa a disposizione della comunità, che genera la tariffa incentivante associata alla condivisione.
Il produttore, oltre al beneficio riconosciuto a tutti i membri della CER, riceve anche un’ulteriore remunerazione derivante da ciò che viene tecnicamente definito energia condivisa virtuale: l’energia prodotta dal proprio impianto e utilizzata, anche indirettamente, dagli altri membri della comunità. Questo doppio meccanismo permette ai produttori di ottenere un ritorno economico superiore rispetto ai semplici consumatori, integrando risparmio energetico, compensazioni economiche e incentivi statali.
In molti casi, la partecipazione alla CER permette di ridurre significativamente i tempi di rientro dell’investimento dell’impianto, soprattutto quando sono attivi contributi a fondo perduto o agevolazioni fiscali che abbassano i costi iniziali.
Una struttura vantaggiosa per tutti i partecipanti
Sia i consumatori sia i produttori traggono benefici concreti dalla partecipazione a una comunità energetica, seppur in misura differenziata. Per i primi il vantaggio principale è il risparmio derivante dalla condivisione, ottenuto senza esborsi iniziali; per i secondi, invece, la partecipazione si traduce in un ritorno economico più significativo, grazie alla combinazione tra autoconsumo, incentivi e valorizzazione dell’energia immessa nel sistema della comunità.
Nel complesso, il modello delle CER crea un sistema energetico più equo, collaborativo ed economicamente sostenibile. La possibilità di far partecipare anche utenti privi di impianto contribuisce a rendere queste comunità inclusivi strumenti di sviluppo locale, capaci di generare vantaggi economici e ambientali diffusi. Chi decide di sostenere l’investimento in un impianto rinnovabile ottiene una remunerazione più alta, ma tutti i membri beneficiano della stessa logica di cooperazione energetica che è alla base di questa innovativa forma di condivisione.
