Le comunità energetiche.

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Negli ultimi anni, l’aumento dell’attenzione verso la sostenibilità ambientale e l’autonomia energetica ci ha portato allo sviluppo di un nuovo modello di gestione dell’energia: le comunità energetiche.

Queste rappresentano un cambiamento significativo rispetto al passato e ai tradizionali metodi, in quanto pongono al centro il cittadino, le imprese locali e le realtà territoriali.

Una comunità energetica è un insieme di cittadini, aziende o enti che collaborano per produrre, consumare e condividere localmente energia rinnovabile. L’obiettivo principale è ”l’autoconsumo collettivo” : in questo modo i membri della comunità stessa potranno usufruire dell’energia generata da impianti fotovoltaici,eolici o da altre fonti rinnovabili, riducendo la dipendenza dalla rete elettrica tradizionale e contribuendo alla decarbonizzazione.

Il funzionamento di comunità energetiche si fonda su tre principi fondamentali:

  1. Produzione locale di energia rinnovabile attraverso impianti condivisi;
  2. Gestione partecipativa, con decisioni collettive sulle modalità di produzione, consumo e distribuzione dell’energia;
  3. condivisione dei benefici, sia in termini economici sia ambientali.

In pratica, ogni membro può contribuire alla produzione di energia e beneficiare del risparmio, creando un modello di economia circolare e sostenibiltà.

Il concetto di comunità energetica in realtà non è nuovo: infatti in Europa esistono esperienze di cooperative energetiche risalenti agli anni 90, soprattutto nei paesi nordici e in Germania. Tuttavia la loro formalizzazione normativa e la loro diffusione su larga scala sono più recenti, spinte dalle politiche europee sul Green Deal e dalla direttiva Red II del 2018, che ha introdotto un concetto fondamentale per la loro evoluzione: il concetto Renewable Energy communities (REC).

Questa direttiva riconosce ai cittadini e alle imprese il diritto di produrre, consumare e vendere energia rinnovabile all’interno di comunità locali.

In Italia la legge di riferimento per le comunità energetiche è il Decreto Milleproroghe 2020 e il successivo Decreto Legislativo 8 novembre 2021 n199, che definisce le Comunità energetiche rinnovabili (CER) e le comunità di autoconsumo collettivo (CAC).

Secondo la normativa italiana possono costituire una comunità energetica sia singoli cittadini sia associazioni,imprese o cooperative, con l’obiettivo di favorire la produzione e l’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili su scala locale.

Il modello delle comunità energetiche si sta diffondendo rapidamente sul nostro territorio, ma anche in Europa, supportato da incentivi fiscali, semplificazioni burocratiche e progetti pilota in diverse regioni. Le prospettive future prevedono un incremento delle comunità energetiche integrate con sistemi di accumulo e smart grid, rendendo possibile una gestione più efficiente e intelligente dell’energia.

Possiamo confermare che le comunità energetiche offrono numerosi vantaggi come:

-riduzione dei costi energetici per i membri 

-maggiore indipendenza energetica dai grandi fornitori e mercati internazionali 

-benefici ambientali, con riduzione delle emissioni di gas serra e promozione delle energie rinnovabili 

-coesione sociale e sviluppo locale, la gestione collettiva dell’energia stimola la partecipazione dei cittadini e crea opportunità di lavoro sul territorio.

In conclusione possiamo dire che le comunità energetiche rappresentano un passo fondamentale verso un sistema energetico più sostenibile, decentralizzato e partecipativo. Consentono ai cittadini di risparmiare e produrre energia pulita, inoltre contribuiscono anche a creare una cultura della responsabilità collettiva e della tutela ambientale. 

La combinazione di norme europee e italiane favorisce la nascita di queste realtà, rendendo la transizione energetica un processo inclusivo e condiviso.

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